UNA PASSIONE E UNA POSTAZIONE PER RICOMINCIARE

F. ha 18 anni e vive con la sua famiglia in un nostro appartamento di housing sociale. Fino a un anno fa conduceva una vita regolare: scuola, amici e passioni, una in particolare per il disegno e la grafica. Pur essendo un ragazzo riservato e introverso, non ha mai mostrato segnali di particolare disagio.

Poi, gradualmente, qualcosa è cambiato. Un senso di fatica e di smarrimento ha iniziato a farsi spazio nella sua quotidianità. Le assenze da scuola, giustificate da mal di testa e spossatezza, sono diventate sempre più frequenti. Anche le uscite pomeridiane con gli amici si sono diradate, fino quasi a scomparire. Poco alla volta, il ragazzo si è ritirato dalla vita scolastica e sociale, chiudendosi in un isolamento sempre più evidente.

La mamma, allarmata da questo progressivo ritiro e dalla fragilità emotiva che stava emergendo, ha deciso di chiedere aiuto e, su consiglio della nostra équipe, si è rivolta a una psicologa. In un primo momento è stata lei ad avviare il confronto con la professionista, cercando di comprendere come sostenere il figlio e come avvicinarlo gradualmente a un percorso di aiuto.

Su suggerimento della psicologa, per sbloccare la situazione, hanno pensato di puntare proprio sulle sue passioni, proponendogli l’iscrizione a un corso professionale per operatore grafico ipermediale presso un centro di formazione specializzato. Questo percorso avrebbe potuto valorizzare le sue competenze e, allo stesso tempo, offrirgli un contesto strutturato in cui rimettersi in gioco gradualmente.

La scelta di partire da ciò che amava si è rivelata decisiva: ha riacceso interesse e curiosità in F., che, sebbene con qualche timore, ha accettato di iscriversi al corso, rompendo così l’immobilità degli ultimi tempi.

L’iscrizione, però, non era sufficiente. La famiglia non aveva la possibilità economica di acquistare l’attrezzatura informatica necessaria: F. non disponeva di un computer personale e poteva utilizzare solo quelli messi a disposizione dalla scuola, con il rischio di non riuscire a esercitarsi a casa.

Senza questi materiali, quell’opportunità rischiava di restare solo un’idea.

È qui che è intervenuta la nostra équipe, grazie al progetto “Spazi di Crescita”: abbiamo sostenuto l’acquisto di un computer, dei libri di testo e dell’arredo essenziale – scrivania e sedia – creando una postazione adeguata allo studio e alle esercitazioni a casa.
Questo intervento mirato ha permesso di rimuovere una barriera concreta, rendendo il percorso realmente accessibile e sostenibile nel tempo.

Parallelamente, F. ha accettato di intraprendere un percorso continuativo di supporto psicologico, per indagare le ragioni del proprio ritiro, le difficoltà vissute e ritrovare gradualmente la serenità.

La combinazione tra formazione, supporto psicologico e strumenti concreti gli ha aperto nuove possibilità: un’occasione per uscire dall’isolamento, rimettersi in gioco e sviluppare competenze spendibili nel mondo del lavoro.

La storia di F. mostra come, a volte, basti rimuovere un ostacolo concreto e accompagnare con attenzione i passaggi più delicati per riattivare energie e motivazioni che sembravano spente.
È questo lo spirito con cui lavoriamo attraverso “Spazi di Crescita”: costruire insieme alle persone percorsi su misura, capaci di sostenere davvero il loro cammino verso autonomia e fiducia nel futuro.


Spazi di Crescita è il progetto di Spazio Aperto Servizi, realizzato con il sostegno della Fondazione Guido Venosta, per offrire opportunità concrete di crescita, autonomia e inclusione a chi si trova in situazioni di fragilità, anche temporanea.